Stamattina noto che un mio amico ha postato un video su facebook, intitolato “le donne al volante”. Seguono commenti sarcastici, di maschi. Infastidita, proseguo nell'aggiornamento quotidiano. Un po' piu' tardi, ci ritorno, lo ri-noto, sono tentata di rispondere per le rime ai commenti, ma poi lascio perdere. Stasera trovo un nuovo commento, di una donna, che insinua dubbi sull'autenticita' del filmato. Non resisto, ci clicco sopra e lo guardo, anche perche' un certo dubbio ce l'ho anche io. Non che si tratti di fotomontaggi, troppo complicato. Ma magari qualcosa di orchestrato. Uno spezzone (quello del parcheggio lungo cinque minuti, per chi l'ha visto) sembra assai poco una cosa casuale. Una telecamera che dall'alto firma il tutto, incluso il salvataggio maschile, mentre viene preso il tempo. Non una telecamera di sicurezza, come in altri casi, ma una da ripresa vera e propria. Ma questo e' il meno, perche' in realta' che si tratti di donne lo si vede nella meta' dei casi, o poco piu'. Si vede una figura, o nemmeno quella, nell'abitacolo, e ci viene detto che e' una donna. Ci crediamo, lo troviamo normale, e alcuni, divertente. Sarebbe bastato il titolo, se e' per questo, con figurine indistinguibili, e le crasse risate ci sarebbero state lo stesso.
Io non ho riso. Un sorriso me l'ha strappato la signora che scivola alla pompa di benzina, perche' tutta la scena e' di una comicita' fisica, genuina, e una buccia di banana puo' strappare una reazione divertita anche in un campo di concentramento. Ma per il resto, niente, proprio nulla. Nessuna risata, solo fastidio. Per me questo video e' esattamente analogo a uno in cui si millanta la comicita' di un africano che puzza, di un cinese che balbetta. Che la percezione sia diversa, che il maschilismo sia scusabile mentre il razzismo, almeno formalmente, non lo e' piu', mostra solo la verita' del detto che dove c'e' il reietto piu' sfigato, si trovera' sempre qualcuno piu' sfigato ancora, la reietta. Che l'uguaglianza dei sessi e' ancora un miraggio, e che in pochi se ne rendono conto.
I cliche' hanno, piu' che un fondo di verita', una genealogia, una storia causale. Che le persone di etnia diversa puzzino e' un pregiudizio noto (da parte di ogni colore). Che l'odore della pelle cambi a seconda di cio' che si mangia e' un fattore che puo' spiegare la credenza, anche se non il giudizio che ne consegue. Nella mia esperienza, non scientifica, ma perlomeno in buona fede, e' vero che le donne di mezza eta' guidano, in media, un po' peggio degli uomini.
Le donne dell'eta' di mia madre, la macchina, l'hanno presa in parecchie. L'hanno dovuta prendere, in un'epoca in cui hanno iniziato a pretendere a gran voce gli stessi diritti degli uomini e si sono trovate di sicuro gli stessi doveri (e anche di piu'). Andare a prendere i bambini a scuola, andare a lavoro, tornare a prendere i bambini, fare la spesa, e cosi' via: senza macchina, come si fa? E pero' erano state educate a sentirsi incapaci, goffe, inadatte alla tecnologia. E gli sono state affidate le seconde macchine, quelle piccole, quelle che vanno piano. E non le se e' lasciate sentire in grado di guidare, con stile, le macchine serie, quelle da uomini. I quali, quando c'erano loro, erano sempre pronti a scalzarle dal volante- fammi guidare a me che tu non sei brava. E loro, naturalmente, ci hanno creduto.
Mia madre ha preso la “macchina grande” quando ha dovuto, quando e' morto mio padre (il quale peraltro, a onor del vero, si faceva trasportare volentieri). Anche io, del resto, ho fatto di necessita' virtu': ho cominciato a guidare per davvero quando mi ha lasciato Matteo e ho dovuto cavarmela da sola. Ma mi e' piaciuto. Ho scoperto che guidare mi piaceva. Che fare un parcheggio perfetto, lasciando pochi centimetri da entrambi i lati, mi dava soddisfazione. Che sentire i giri del motore e scalare le marce di conseguenza, quando te lo chiede la macchina, e' una vera goduria. E le mie amiche, le donne della mia eta', guidano come e meglio dei maschi, con disinvoltura, macchine piccole e grandi, veloci e lente, quella che vogliono loro. E hanno perfino cominciato a inforcare non solo motorini, ma moto belle grosse, in cui sembrano scomparire ma su cui stanno salde in sella.
Che le donne tra i trenta e i quarantacinque abbiano i premi assicurativi piu' bassi e' un fatto spesso schernito. Dagli idioti, che non sanno distinguere la forza dalla potenza.
Non sorprendentemente, le donne della generazione di mia nonna che sanno guidare, sono brave. Sono donne che hanno preso la macchina per scelta, non per necessita', che hanno sfidato piu' di un tabu'. La nonna di Matteo e' fra queste. Ha divorziato quando era oneroso, sia economicamente che socialmente, e' una donna forte, che si e' conquistata e goduta la sua autonomia, che ha lavorato e cresciuto quattro figli e fatto volontariato. E io Giorgina l'ho vista sfrecciare sicura, lasciandosi dietro il nipote stupito.
Monday, January 19, 2009
Subscribe to:
Post Comments (Atom)


4 comments:
parlare delle donne al volante senza cadere nel cliché non è facile ma ci provo.
le donne guidano peggio degli uomini? a mio avviso sì. Più o meno per gli stessi motivi per cui di solito giocano peggio a pallone.
Per un adolescente maschio, più o meno a qualsiasi latitudine, la macchina è uno status.
La propria identità di genere è in parte fondata sull'avere (o sognare di avere) tanti cavalli sotto il culo. E un volante in mano.
Si comincia a interessarsi delle auto assai prima di avere la patente e quando l'agognato foglio (un tempo) rosa arriva, vantarsi della propria guida sportiva equivale ad avercelo più lungo degli altri.
Pertanto i maschi percorrono molti più chilometri delle donne e si impegnano di più per riuscire in una pratica così densa di significati simbolici.
se guidano male è una tragedia. Peggio che essere impotenti.
Diciamo che sono più motivati e subiscono una grande pressione sociale affinché sviluppino una discreta capacità di domare le quattro ruote.
fondamentalmente credo che le donne abbiano solo che da vantarsi della propria guida più "distratta". Significa che attribuiscono la giusta importanza a quel pezzo di ferro puzzoso che serve a spostare il culo da un punto all'altro.
sono d'accordo con quello che dici, ma, come ho detto, non trovo questa differenza nella mia generazione, o nelle successive. trovo che le mie amiche guidano come i miei amici.
quanto alla pressione sociale sui maschi, sono d'accordo, e ahime' a volte ne sono succube anche io: se incontro un maschio che guida male o addirittura non guida tendo ad avere la stessa reazione di compatimento che tanto condanno! mica e' facile liberarsi dei cliche', o non sarebbero tali.
le donne e gli uomini guidano male e bene.
L'unica differenza è il diverso modo di guidare male.
In genere le donne stanno in mezzo alle balle, gli uomini si schiantano.
Così dalla mia esperienza personalissima.
Ma la percentuale di buoni o cattivi guidatori è uguale a prescindere dal sesso.
Aggiungo una specifica a quanto detto dal Dottore: come ogni pressione sociale che si rispetti, non è uguale da punto a punto, da ambiente sociale ad un altro; i miei nonni hanno sempre vissuto in un paesino della provincia umbra, e lì le cose sono esattamente come le illustrava il dottore; lì la macchina è anche un fattore di sopravvivenza, per i giovani maschi, che altrimenti sarebbero condannati a passare le serate tra le mura invisibili del paese.
E poi, vuoi mettere quanto è bello guidare senza traffico e tra le curve delle colline?
Inoltre, a differenza che in città, è molto più facile avere rapporti con persone di qualche anno più grandi di te, che magari hanno già la macchina e te la fanno desiderare, anche solo per emulazione.
In quei contesti, spesso, le ragazze si accomodano sul sedile di destra.
A Roma, invece, questo portato "liberatorio" dell'automobile l'ho sentito di meno. C'è, ovviamente, ma l'automobile mi sembra sia più uno status symbol per gli adulti che per i giovani.
O, forse, sono di più i giovani che non la vedono come necessità assoluta, vuoi per i migliori trasporti, vuoi per la vicinanza relativa dei luoghi di svago che puoi raggiungere anche di notte col motorino...
Infine, in città mi pare che la differenza tra i sessi sia minore: le donne guidano, spesso bene (la mia ragazza ha fatto molti più chlometri di me in auto)...ma qui, magari, la necessità per loro è quella di sentirsi meno insicure la sera.
Post a Comment