Questa settimana sono stata in palestra. Tre volte. Io.
Io sono quella che in palestra finora c'era entrata per due motivi. O per sbaglio, nel qual caso mi ero affrettata a imboccare l'uscita. O per andare a insegnare danza nella periferia prenestina o nel remoto agro pontino.
Io sono quella che quando mia padre mi chiedeva se mi doveva accompagnare “in palestra”, sussultava indignata: “Papa', scuola di danza!!”.
Io sono quella che per cui la parola palestra evoca ricordi piu' o meno orrorifici. Piu', quando la palestra e' quella delle medie, e il ricordo si porta appresso occhiali cerchiati d'oro, apparecchio, e il generale senso di spaesamento e ansia di quegli anni. Meno, quando penso alla palestra delle superiori: un po' ridicoletta lo ero lo stesso, visto che mi ostinavo a vestirmi per la ginnastica, invece di mettermi i jeans attillati come la maggior parte delle mie amiche che si limitavano a guardare con aria annoiata l' imbufalita insegnante di ginnastica. A differenza delle mie poche amiche atletiche, non avevo tute fiche, e andavo in giro con i miei fuseax dell'Arena, di moda il lustro precedente.
Dopo la scuola in palestra mi sono ben guardata di metterci piede.
Ma infine ci sono cascata. La palestra di Yale ha sette piani, credo (non ho ben capito, ancora, ci sono dei mezzanini che mi confondono). C'e' di tutto: vari campi di basket, due piscine, una pista per fare jogging, studi di danza, sale e salette dedicate a sport misteriosi tipo lo squash, e ovviamente una sala attrezzata.
In quella sala ho finalmente cominciato ad andare. Mi ero, per la verita', azzardata gia' qualche mese fa, per una fugace mezz'ora, a provare con Shen-yi qualcosa che credo si chiami il Thread-Mill. Ma non e' un mulino, e a me sembra una cosa complicata e pericolosa. In realta', non sono neanche sicura se ho fatto quello o una variante: comunque pestavo con i piedi su delle pedane, e la cosa non mi e' piaciuta per niente. L'ho mollato li' a pedalare e sono scappata.
Lo scorso lunedi', invece, la rivelazione. La mia amica Gwen mi conduce nel favoloso mondo dei pesi e delle macchine. Mi fa fare delle cose con le braccia. Le braccia! Io sollevo vergognosamente pesi molto piu' piccoli dei suoi, che pesa tipo dieci chili meno di me, e praticamente invisibili rispetto a quelli dei maschioni sbuffanti intorno a noi. Guardando le loro smorfie di dolore, dico a Gwen: “non capisco la gente che viene in palestra per rimorchiare, a me questi mi fanno solo pena”. Lei fa un sorrisone e dice che invece lo trova molto attraente. Ma Gwen e' una di quelle masochiste che si allena per le maratone, dunque decido che non siamo proprio sulla stessa linea d'onda.
Insomma faccio un po' di pesi, provo qualche macchina, faccio qualche flessione e infine provo una strana cosa in cui ti metti a testa in giu' e poi ti tiri su a forza di addominali. Io incauta mi dimentico di essere fuori forma e ne faccio dieci.
Dopo cinque giorni se starnutisco ancora mi fa male la pancia. Ma almeno oggi sono in grado di chiudere una finestra e alzarmi dal letto, impresa che solo due giorni fa mi sembrava titanica.
Ma in fondo un po' masochista, lo devo riconoscere, lo sono anche io. Il mio training da ballerina classica, dopo tanti anni, si fa ancora sentire. Questa idea dei progressi lenti, dolorosi e disciplinati mi attrae. In piu', essendo una vera pippa, non mi metto in competizione con nessuno, nemmeno con la me stessa di un tempo. Le mie ultime lezioni di danza erano state una frustrazione continua, e devo cominciare a rassegnarmi al fatto che, non fosse altro per il tempo che gli posso dedicare, la mia tecnica di danzatrice ha cominciato a declinare.
Ma come sollevatrice di pesi, ho un radioso futuro davanti! Come corriditrice, non ne parliamo! E allora mi ritrovo ad anelare il momento in cui mi infilo nella mia tenuta da palestra (che particolarmente fica non e', ma anni luce meglio delle superiori) e mi precipito a fare la mia patetica corsettina. Oggi ho fatto sette giri senza fermarmi e senza male alla milza. Non mi sentivo cosi' fiera dall'epoca dei miei primi dodici fouettes!
Friday, June 19, 2009
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