Su facebook si dice tutto e il contrario di tutto, come per tutte le cose importanti e non palesemente malvagie.
E magari si e' gia' detta pure questa, pero' ho voglia di dirla pure io, e non aggiorno il blog (specialmente in italiano) da troppo tempo. Dunque ecco.
Facebook mi fatto "riconnettere" con molta gente, come promesso. Di alcuna avrei fatto a meno, ma sono troppo codarda per dire no. Nulla di tragico, basta usare l'opzione che ti permette di non vedere i loro vari status omofobici, o razzisti, o pieni di errori grammaticali e refusi che mi fanno digrignare i denti, o semplicemente vacui.
Poi c'e' la categoria dei vecchi amici che comunque non sento mai, ma almeno ho un vago senso di quello che succede nelle loro vite. Un barlume di luce su quello che hanno fatto il giorno o mese prima, una foto a caso che mi ricorda il passato, che mi aggiorna, seppure superficialmente, sul presente, e che magari mi rassicura che il loro futuro non sara' completamente disconnesso dal mio.
Poi ovviamente ci sono gli amici veri, quelli che sento ogni tanto davvero, che vedo quando torno in Italia. Ahime', questa categoria rischia di confondersi con la precedente ogni giorno di piu'. Ma non dispero, e mi illudo che facebook rallenti questo processo evitabile.
Poi c'e' la mamma che fa categoria a se', e che se non la nomino si offende! Ma se non ci fosse Facebook voglio pensare che avremmo molti altri modi per sentirci (ma aiuta, aiuta).
Ma la categoria che mi interessa di piu', e per la quale sono veramente grata al network sociale, e' quella delle affinita' elettive inaspettate. Quella dei conoscenti con cui ti accorgi di avere in comune piu' di un parente condiviso, piu' della frequentazione della stessa scuola anni fa, piu' di un amico comune a cui nessuno dei due, in ogni caso, parla piu'. Sono quelle persone a cui piacciono gli stessi, non necessariamente popolarissimi, autori che ho appena scoperto; che hanno compiuto percorsi professionali e di vita simili ai miei; che hanno amici in paesi altrettanto o ancora piu' esotici di quelli da cui vengono i miei; che commentano sugli stessi fatti, con simile modalita' emotiva, su cui commento io. Le loro storie somigliano alle mie, anche se anni o decenni fa, quando vivevamo nella stessa citta' o facevamo parte della stessa famiglia allargata, o praticavamo la stessa arte nella stessa scuola, ci conoscevamo appena, magari perche' si separavano un sufficiente numero di anni da rendere le piccole differenze significative. O magari erano differenze piu' grandi, ma col tempo i nostri percorsi si sono assimilati. Quando si parla di affinita' elettive ci si immagina anime gemelle che sono destinate ad incontrarsi, possibilmente in modo romantico, fin dalla nascita. Ma la verita' e' che tanto fanno le nostre esperienze di vita, e che ci si puo' avvicinare molto anche partendo da lontano.
Saturday, February 05, 2011
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